CNA e Confartigianato: l’imposizione fiscale alle imprese cervesi è insostenibile

Inserito da Roberto. Nella sezione Comunicati Stampa, Economia

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Pubblicato: maggio 12, 2016 - Commenta

30/01/2015 – Ancora non è stato avviato un confronto sul bilancio e il Piano degli investimenti 2015 del Comune di Cervia, e quella deve essere la sede dove svolgere un confronto sereno sulle priorità per le imprese e il territorio, per affrontare in modo organico la questione degli investimenti, delle risorse e del rilancio del nostro sistema economico. Confartigianato e CNA chiedono al Comune di Cervia l’impegno di avviare un percorso che abbia come obiettivo la riduzione della pressione fiscale locale.
Le Associazioni dell’artigianato e della piccola impresa invitano quindi l’Amministrazione Comunale ad attivare in tempi brevi un confronto in vista della costruzione del Bilancio Comunale 2015; vi è un sistema economico da sostenere in un quadro congiunturale ancora difficile.
Salvaguardare le imprese vuol dire tutelare posti di lavoro, creare ricchezza e mantenere la coesione sociale che è un elemento che ha sempre contraddistinto il nostro territorio.
La tassazione delle imprese ha raggiunto dei livelli insostenibili e occorre che localmente si attivino politiche per andare a limitarle.
CNA e Confartigianato quindi ribadiscono la loro netta contrarietà alla previsione di nuove tasse (anche di scopo) che aggravino i già precari bilanci delle imprese locali, o di scelte che nell’attuale contesto economico, possono contribuire a generare una flessione delle presenze turistiche sui lidi cervesi.
Alcuni dati. Dal 2011 al 2014 le imposte sugli immobili delle imprese cervesi (IMU e TASI) sono aumentate fino al 137% e le tasse per lo smaltimento dei rifiuti fino a oltre il 50%.
Nel 2014 il l’Amministrazione Comunale di Cervia è stata tra le poche nella provincia che ha applicato la TASI anche agli immobili non residenziali.
Ribadiamo che gli immobili strumentali delle imprese non rappresentano un accumulo di patrimonio, ma sono destinati alla produzione di beni e servizi e, in quanto tali, sono già pesantemente sottoposti a imposizione attraverso il reddito che contribuiscono a generare.
In merito alla tassa sui rifiuti (TARI) le scelte che andrà a fare il Comune relativamente alle modalità di raccolta (Piano d’ambito) dovrà essere effettivamente proporzionato alla reale produzione dei rifiuti andando a rivedere la suddivisione dei costi fra utenze domestiche e non domestiche, evitando l’attuale sperequazione che vede il 42% (aree a ruolo delle imprese) pagare il 57% del costo complessivo del servizio.
La tassazione locale può diventare anche una leva per cercare di sostenere il rilancio del settore delle costruzioni. Modulare l’IMU in base alla classificazione energetica degli immobili riconoscendo aliquote più basse agli edifici più “risparmiosi” sarebbe un provvedimento che da una parte sosterrebbe le imprese, in particolare quelle locali, e dall’altra “le politiche green” di Cervia.
Confartigianato e CNA ritengono, inoltre, importante un impegno per richiedere la modifica del patto di stabilità per quei Comuni virtuosi come Cervia che possono disporre di risorse che possono essere messe in gioco per il territorio ed essere un volano per l’economia. Vi è necessità di investimenti e manutenzioni per mantenere il nostro sistema territoriale al passo con i tempi e per far ripartire il sistema economico.

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