Ancisi: Razzismo antisemita sul muro del Comune

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EBREI MERDA SU MURO DEL COMUNE foto

Pubblicato: gennaio 22, 2018 - Commenta

22/01/2018 – Da lungo tempo, sul muro esterno del parcheggio di via Renato Serra, di fronte all’ex macello comunale, campeggia indisturbata la grande scritta ANTIFA, al cui interno è stato introdotto, fin dai primi giorni del dicembre scorso, l’’insulto razzista EBREI MERDA. Ho testimonianza che già da questa data, in un paio di occasioni, ne erano stati avvisati agenti della polizia municipale in transito. Il 14 dicembre ne è stato inutilmente informato anche l’’assessore del Comune che quel giorno ha presenziato, con la fascia tricolore del sindaco, alla riapertura del supermercato vicino. Il 27 gennaio ricorre il Giorno internazionale della Memoria, che commemora le vittime della ferocia nazista. Testimone diretta dell’’Olocausto è la senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz insieme ad altri 25 bambini italiani su 776 deportati, nominata sabato scorso dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella per aver fatto della sua immensa ferita un’occasione di pace. È diventata il sesto senatore a vita (il primo nominato dall’’attuale presidente) proprio nell’anno in cui ricorre l’’80esimo anniversario delle leggi razziali. Nel suo statuto, il Comune di Ravenna “si impegna a neutralizzare e a prevenire pregiudizi, azioni, utilizzo di espressioni verbali e di immagini lesive del rispetto della persona”, nonché ad operare “per impedire qualsiasi forma di discriminazione legata all’’etnia, alla lingua, alla religione al fine di tutelare il rispetto della persona con possibilità di costituirsi parte civile”, nonch頓a consolidare ed estendere il patrimonio dei valori di libertà, di democrazia e di pace in cui Ravenna si è distinta nel Risorgimento e nella Resistenza”.
Basterebbe ciò a non giustificare che quella offesa sia rimasta così a lungo esposta.
In questi casi, la polizia municipale è tenuta in generale, a prescindere dall’’oggetto e dal contenuto degli scritti, ad applicare l’’ordinanza del sindaco, cosiddetta “antidegrado”, n. 1119/2008, che impone ai proprietari degli immobili di “curare la buona tenuta, il recupero, la manutenzione e la pulizia delle facciate e delle pareti esterne degli edifici o delle recinzioni prospicienti vie, piazze o altri luoghi aperti al pubblico”. Nei casi di inadempienza, vanno imposte le relative sanzioni amministrative. Stavolta, però, il proprietario dell’’immobile è il sindaco stesso, in quanto legittimo rappresentante del Comune. Trattandosi di deturpamento di un bene pubblico scatta anche l’’obbligo di denuncia all’’autorità giudiziaria disposto dall’’art. 639 del Codice penale. C’è poi la legge n. 654 del 1975 (“Ratifica ed esecuzione della Convenzione Internazionale sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale”) che punisce la propaganda delle idee fondata sull’odio razziale o etnico.
Ci sono dunque molte ragioni per chiedere al sindaco:

  1. ragione della mancata rimozione dal muro esterno del parcheggio di via Renato Serra della scritta ANTIFA (costituente di per se stessa violazione dell’’ordinanza antidegrado), tanto più perché a sua volta deturpata dall’’inserimento al suo interno della scritta EBREI MERDA, comunque entrambe sanzionabili, a diverso titolo, anche come reati;
  2. se e con che tempi intende disporre al riguardo i doverosi interventi dell’’amministrazione comunale, tenendo conto, in particolare, che, non provvedendo tempestivamente alla rimozione delle scritte, non avrebbe neppure senso, neppure da entrambi i sensi degli opposti estremismi ideologici, celebrare il 27 gennaio la Giornata della Memoria.

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