Ancarani (F.I.): Ospedale di Ravenna, i vertici nascondono la polvere sotto il tappeto

Inserito da Roberto. Nella sezione Comunicati Stampa, Politica

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Pubblicato: gennaio 13, 2018 - Commenta

13/01/2018 – La notizia dell’insediamento del nuovo direttore sanitario dell’azienda romagnola e la conseguente nomina di un nuovo direttore del presidio ravennate se da un lato autorizza a sperare che in un’ottica di lungo periodo le persone che hanno assunto i nuovi incarichi mettano finalmente mano a problemi che si ripetono annualmente come se ogni volta fossero emergenze impreviste, dall’altro preoccupa perché avremmo preferito si partisse con una operazione verità. Che invece non c’è stata.
Appare infatti evidente che rinviare gli interventi programmati in chirurgia in quanto sono necessari posti letto per il picco influenzale, non può essere un’emergenza dell’ultimo minuto ma un’azienda con dirigenti degni di questo nome prevede e si organizza in anticipo affinché questo non succeda.
Il fatto che la stessa vicenda si sia ripetuta anche l’anno scorso non è una giustificazione ma piuttosto una dimostrazione di incapacità e inefficienza gestionale.
Aprire il nuovo reparto “polmone” quando il picco influenzale è appena terminato è un’altra operazione che evidenzia, per usare un eufemismo, scarsa lungimiranza.
Avere un primario facente funzione di Medicina, nel reparto di medicina più grande di tutta l’area vasta, che è facente funzione anche in un altro presidio, in un periodo delicato come questo, dà l’idea di improvvisazione e di scarse capacità di programmazione.
Continuare a sottovalutare e quasi negare la triste regressione del reparto di chirurgia, ormai relegato a interventi di routine o quasi ambulatoriali a tutto beneficio di altri presidi della provincia, autorizza a pensare che manchi persino la buona fede.
Inoltre non passa giorno in cui i cittadini non ci informino di attese infinite in Pronto Soccorso e di situazioni surreali che capitano a chi malauguratamente deve recarsi in quello specifico settore.
Senza dubbio occorre un ringraziamento a tutti gli operatori che lavorano in quel luogo di frontiera. Ma è evidente che il personale dedicato al pronto soccorso continua ad essere troppo esiguo soprattutto nei periodi di picco.
Per quanto poi riguarda la medicina di base è fuori di dubbio che anche da essa si deve partire per diminuire i casi di codici bianchi o verdi che si recano al Pronto Soccorso. Ma il nuovo assetto annunciato dalla direzione generale poco più di un mese fa più che rimescolare le carte e scontentare molti medici di base, oltre a molti dei loro pazienti storici, contribuisce in maniera quasi inesistente alla diminuzione dei flussi in pronto soccorso!
Si aggiunga che l’avvio rallentato delle Case della Salute, che in molti casi, si veda Piangipane, vengono istituite in luoghi inidonei o raffazzonati, pur di sostenere che si stanno mantenendo le promesse elettorali, contribuisce a dare un’immagine pessima sia dell’azienda sanitaria, sia dell’istituzione che più dovrebbe avere a cuore la salute dei cittadini, ovvero il Comune di Ravenna

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